Ieri sera ho assistito ad un vero e proprio evento musicale che nella vita ti capitano poche volte. Giovanni Allevi, pluri-premiato pianista italiano, ha calcato il palco del Teatro Duni qui a Matera. Il fascino del pianoforte e la genialità delle composizioni di Allevi hanno trasportato il pubblico materano in giro per il mondo (almeno con la mente) e attraverso la storia del pianista che ha strutturato il concerto come un percorso nel suo tempo. L’arma in più di Allevi probabilmente è il cuore e la passione e il “feeling” che ci mette quando suona, facendo passare a volte in secondo piano la sua tecnica eccezionale e non facendo “pesare” quella tipica freddezza da “esecutore”. E’ questo che fa di Allevi un grande artista che a mio parere si è guadagnato un posto nella storia della musica. Simpatico, timido e imbranato (almeno all’apparenza) l’Allevi uomo si rapporta facilmente con il pubblico, riuscendo a “domare” l’ennesimo sold out e facendo sorridere tutti con alcune battute tra un’esecuzione e l’altra che fanno distendere tutti e probabilmente anche lui. L’Allevi musicista è invece disinibito, rapido, tecnico e intenso. Riesce a incantare ed a farsi regalare applausi in abbondanza. Già al suo ingresso il pubblico materano lo accoglie con una standing ovation e un lunghissimo e caldo applauso tanto che lo stesso Allevi dice: “Sembrava l’applauso finale”. E pezzo dopo pezzo il fragore degli applausi sarà sempre più alto. Un crescendo continuo di emozioni e apprezzamenti in un concerto durato decisamente troppo poco (un’ora netta) e che probabilmente ha lasciato l’acquolina in bocca a molti.
Ed infine Allevi si lascia coccolare dai fans che lo aspettano nell’atrio del teatro, dove da brava “star” si lascia attendere per poi regalare foto e autografi vari con la solita umiltà e genuinità che fanno ormai parte del suo personaggio. Le note di Allevi sono state un treno per evadere dalla monotonia quotidiana e farsi trasportare abbastanza lontano per stare tranquilli. Peccato che il viaggio sia stato breve. Ma intenso.