Deezer, un juke-box gratuito!

Dicembre 19th, 2007 Max Posted in Dal web, Computer & Internet, Home 1 Comment »

L’amico Dario oggi mi ha portato a conoscenza di un’altro stupendo servizio del Web. Trattasi di Deezer, una sorta di juke-box online completamente gratuito. Paragonabile per certi versi a Last.fm ed altri che offrono lo stesso servizio, Deezer mi ha sorpreso per molte funzionalità e per semplicità d’uso ma soprattutto per la facilità con cui sbriga tutte le pratiche riguardanti il diritto d’autore. Procediamo con calma. Registrandosi a Deezer, avremo praticamente un lettore mp3 online con un vastissimo database di canzoni da ascoltare, di variegati generi ed artisti. Molto intuitivo e carino come interfaccia grafica, il nostro Deezer ci da’ anche l’opportunità di creare playlist personali e salvarle oppure di richiedere un brano che potrebbe essere pubblicato di lì a poco. Inserendo il nome della canzone o dell’artista nella barra di ricerca, vedremo tutti i risultati corrispondenti che Deezer ha trovato nel suo database. Dopodichè potremo ascoltare il brano in streaming ad una qualità a mio giudizio ottima (questo dipende anche dalla capacità della vostra linea). Torniamo alla questione legalità e diritti d’autore. Come si può leggere sullo stesso sito, Deezer paga gli artisti grazie agli sponsor presenti sul sito. Inoltre, come affermano i “padri” di questa creatura, Daniel Marhely e Jonathan Benassaya, lo scopo di Deezer è “aiutare nuovi artisti ad essere scoperti sul web e dare ai consumatori un completo accesso gratuito alle proprie canzoni preferite”. Aggiungendosi ai già conosciuti Sellaband, Last.fm ecc. ma con nuove funzioni in più, Deezer diventa un altro strumento del Web per promuovere la musica, facendola uscire da un “circuito elitario” e creando invece circuiti più popolari anche per i gruppi più “light”, quelli senza… pretese.

E poi… saranno questi degli esempi per combattere la pirateria anzichè tirare fuori decreti legge e multe e sanzioni pesantissime che mettono alla pari uno “scaricatore di CD” con uno spacciatore di droga?

Ora vado a divertirmi con la mia playlist e a scoprire nuove funzionalità. Stay tuned!

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L’iPhone? Un frullato!

Luglio 13th, 2007 Max Posted in Dal web, Computer & Internet, Home 2 Comments »

Succede che una ditta americana produttrice di frullatori, la Blendtec, decide di dimostrare la potenza dei suoi frullatori che riescono a frullare di tutto. E per dimostrarlo la Blendtec è disposta a sacrificare l’oggetto del desiderio più discusso in questo periodo: l’iPhone. La domanda che la Blendtec si pone è: l’iPhone può fare tutto, dalla riproduzione di file multimediali alle telefonate… ma si potrà anche frullare? La risposta è in questo sconcertante video in cui un iPhone viene letteralmente disintegrato nel frullatore. Una strategia pubblicitaria molto discutibile che tocca l’apice del consumismo. Ma morale a parte, che questo frullatore frulli davvero di tutto è veramente accertato. La domanda è: a chi interesserà mai frullare un iPhone da 600 dollari?


View From Youtube

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Pillole di maschilismo: donne e computer

Luglio 11th, 2007 Max Posted in Personale, Pensieri, Sfoghi, Varie, Computer & Internet, Home 5 Comments »

Questo post è dedicato a tutti coloro che si imbattono in uno dei capitoli più difficili della nostra esistenza: riuscire creare un rapporto di convivenza tranquillo tra una donna e un computer. E’ raro infatti che queste due creature riescano a non avere problemi fra loro. A tal scopo vorrei scrivere un piccolo “codice di convivenza” tra la donna e il computer:

Donna,

  • Il computer non è una bomba e non esplode se compaiono messaggi di errore di Windows. Non emettere ultrasuoni e risparmia le tue corde vocali se qualcosa non funziona;
  • Quando spolveri, cerca di non urtare il case con la scopa fino a farlo rompere del tutto. Il computer ha un animo e soffre quanto un uomo (sposato magari);
  • Le icone NON sono i programmi. Se ti chiedo di inviarmi un programma, non inviarmi l’icona.
  • I virus informatici non si trasmettono dal computer all’uomo: quando il computer ha un virus faresti bene ad usare un antivirus invece che tenere il computer spento per paura di essere contagiata!
  • Non utilizzare il servizio Live Spaces di MSN, o meglio, se proprio vuoi utilizzarlo non riempire il “blog” di quei pupazzi a forma di topo odiosissimi e di stelle che cadono e non usare caratteri filo-cinesi e non mi chiedere di leggerlo perchè non si capisce un cazzoo!!
  • Non è necessario inviare dieci volte al giorno quelle stupide catene per e-mail, se c’è scritto che se non la invii a 20 persone non sarai bella per il resto della tua vita ed hai solo 2 contatti a cui inviarla, dovresti cominciare a chiederti perchè sia arrivata proprio a te quella mail (magari uno specchio? - questa è cattiva!);
  • Per installare un programma non bisogna chiamare il 187 o portare il pc in assistenza. Leggere, leggere. Per una volta non si tratta di gossip, fai uno sforzo!
  • Se condividi il computer con qualcuno, evita di mettere sfondi di Costantino ed affini o almeno non ti lamentare se dopo trovi la tastiera sporca di vomito!
  • Il computer non è un cellulare! Quando scrivi qualcosa non utilizzare necessariamente nn cmq x k tvb dp ecc ecc;
  • Linux non è un virus! Se all’avvio compare un bootloader che ti chiede di scegliere tra Linux e Windows non urlare aiuto! Semplicemente scegli la strada sbagliata, come al solito, premendo ‘Invio’ su Windows!
  • Infine, controlla bene il tuo computer prima di creare episodi del genere! :-D

Lettrici del blog, non demoralizzatevi ne’ incazzatevi… scherzavo! Ma non troppo! Piena solidarietà a Roberto! Ahahah!

P.S. Quasi dimenticavo, se avete altre cose da aggiungere in questo fantomatico codice, fatevi pure sotto! I commenti sono aperti, come al solito :-)

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Le 7 meraviglie del Web2

Luglio 11th, 2007 Max Posted in Dal web, Computer & Internet, Home 3 Comments »

Colgo al volo l’invito lanciatomi da Francesco e cerco di elencare in maniera molto soggettiva le mie 7 meraviglie del Web2.

  1. WordPress - quindi l’user generated content e tutta la blogosfera senza la quale non potrei vivere;
  2. YouTube / Flickr / MySpace;
  3. WikiPedia in tutta la sua immensità;
  4. Sellaband / Last.fm;
  5. Ebay;
  6. FeedBurner;
  7. Punto Informatico / La Repubblica;

In ordine di importanza li metto tutti sullo stesso piano… diciamo che li ho ordinati in base al “numero di click” al giorno che ricevono da me :-P

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Copyright: libertà cercasi

Luglio 2nd, 2007 Max Posted in Varie, Computer & Internet, Home 2 Comments »

L’asfissiante legge sui diritti d’autore continua a portare danni e questa volta ci fa rimediare una brutta figura anche a livello internazionale. Punto Informatico riporta una notizia dal titolo “Wikipedia cede al diritto d’autore italiota“. L’enciclopedia online infatti, sarà costretta a rimuovere tutto il materiale fotografico che mostri opere di architettura moderna e contemporanea italiana. In Italia come in altre nazioni dell’Europa non è previsto il fair use invece in vigore negli States (che come tutte le cose ha dei lati negativi e dei lati positivi - in maggioranza -). Vi riporto alcune parti dell’articolo comparso su Punto Informatico.

Se ancora li avesse, probabilmente anche Fuksas si metterebbe le mani nei capelli. Secondo quanto deciso da amministratori ed utenti di Wikimedia Commons e della Wikipedia italiana, infatti, le fotografie delle sue opere - assieme a quelle di un nutrito numero di colleghi - vanno eliminate dalla nota enciclopedia telematica a causa del diritto d’autore. L’intera architettura contemporanea e moderna italiana, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella più grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta. […] Questo perché la legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore. […] La prossima volta che fotografiamo la Stazione Centrale di Milano in una calda sera estiva, quindi, oltre a dover fare attenzione a non essere rapinati, sarà meglio verificare che non ci siano nelle vicinanze funzionari della SIAE. Anche le opere dell’architettura (come quelle della pittura, del disegno, della fonografia…), infatti, sono protette dalla legge sul diritto d’autore (Artt. 2 e 13). Di conseguenza, solo gli autori originali avrebbero il diritto esclusivo di riprodurle, in qualsiasi forma: inclusa quella fotografica. La violazione vera e propria (l’uso per scopo personale è consentito), nasce nel momento in cui la fotografia viene caricata su un sito ad accesso pubblico e dotata di una licenza libera, diventando potenzialmente riproducibile anche con fini commerciali. Questa è esattamente la filosofia Wikipedia. […] Così, mentre la stessa Germania finanzia lo sviluppo di Wikipedia, l’Italia la diffida dall’uso di fotografie di quadri presenti nei propri musei e si trova senza le immagini di tutte le opere architettoniche moderne presenti nel proprio territorio. In attesa di trovare il classico cavillo legale che risolva la situazione, fra mandolini, pizza e maccheroni.

Continuiamo a darci la zappa sui piedi. L’articolo dice già tutto e sinceramente non ho proprio voglia di commentare e di metterci del mio. Abbiamo un altro argomento su cui discutere.

 

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Si stava meglio quando si stava peggio

Giugno 2nd, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Varie, Computer & Internet, Home 15 Comments »

E’ proprio vero quando si dice che “Si stava meglio quando si stava peggio”. Il problema è che la razza (umana e non) si evolve e con lei tutto ciò che gira attorno. Anche gli animali cambiano. Sono sempre più brutti. La razza si evolve e fa sempre più schifo. Forse qualche millennio fa vivere era meno stressante e più piacevole. Vogliamo cominciare? Prendi la politica. Prima c’era la monarchia, era una cosa normale: al potere c’era il monarca, il re. Decideva tutto lui. Il popolo era schiavo e pagava le sue tasse e molti vengono sfruttati lavorando. Ma tutto sembrava normale. Oggi c’è la democrazia. Comanda sempre una persona, alla fine. Però ci sono cose che cambiano. Ad esempio questa persona è sostenuta da altre centinaia di persone ed è contrastata da altrettante persone che aspirano a portare un loro monarca al potere. E poi, che spettacolo: il popolo sceglie il suo re. E da parecchi anni a questa parte è come se scegliesse il suo Giuda. C’è una corsa a chi dice più bugie, che se ne inventa di più vince. Soprattutto se sono originali. Un uomo controlla radio, tv, giornali, è un mezzo delinquente e può diventare Presidente del Consiglio. Forse era meglio la monarchia.

La vita era migliore, dai. Non c’erano i computers: oggi c’è anche questo stress. Se non funziona stiamo male e dobbiamo anche pagare per farlo sistemare. Quasi come avere un figlio. E non c’erano le macchine. Non c’era lo smog e le malattie che ne derivano. Non c’erano i pneumologi, non c’era Legambiente. La puzza più letale che si sentiva era quella delle feci dei cavalli. Si viveva in sintonia con la natura, uno si alzava e usciva nella sua campagna. Oggi ti alzi, apri la finestra e senti i clacson delle auto e una cappa insopportabile. Non c’era la televisione, erano tutti ignoranti. Oggi c’è la televisione e siamo più ignoranti di prima. Non c’era Internet, non ci si agitava per una connessione non funzionante. Non si sbattevano i pugni sulla scrivania se il router non ne vuole sapere di allinerasi. E non c’erano le scuole, tutti imparavano un mesterie. Si nasceva e si apparteneva ad un ceto. Nascevi da un contadino ed eri un contadino, anche se non lo volevi. Ma almeno un lavoro ce l’avevi. Oggi ci sono le scuole, nessuno impara un mestiere e ti insegnano tante di quelle cose inutili che alla fine capisci che sei parcheggiato lì per quasi vent’anni solo per essere un problema in meno alla società. Ci sono le scuole e quando finisci non trovi lavoro, non conta che mestiere fa tuo padre, non nasci con il suo mestiere. Addio ai ceti, ci sono le “fasce” sociali. Prima ci si batteva per la libertà, ora la libertà non ci piace più e siamo impegnati in altri problemi seri, tipo la nomination a Tizio del Grande Fratello. La Chiesa faceva le crociate, tutti continuavano a praticare la loro fede. Oggi la Chiesa non ha un esercito ma ha un potere mediatico rilevante. Prende decisioni e grava sulla politica. E tutti continuiamo a praticare la nostra fede. Oggi siamo ignoranti per scelta, prima ignoranti si nasceva, purtroppo. Si costruivano basiliche, templi, strutture meravigliose. Venivano costruite alla perfezione dagli schiavi. Oggi facciamo i centri direzionali e le case popolari. Per costruirle devi essere un operaio specializzato, c’è il carpentiere e ci sono tanti incidenti sul lavoro per costruire dei palazzotti. Riusciamo a sbagliare anche questo, molte case infatti crollano per dei calcoli sbagliati di ingegneri. E molte altre vengono spazzate via da terremoti e tornado. E poi, pazienza: c’è il condono. Ci siamo evoluti, vero? Prima si facevano più figli, le famiglie erano grandi e unite. Oggi si fanno i bambini per il bonus bebè, è quasi come vincere un gratta e vinci. Dopo due figli le coppie si divorziano. Prima si girava con le pezze al culo e si moriva di fame, oggi c’è chi sfila sulle passerelle e chi continua a morire di fame. Le cose non sono cambiate così tanto. E’ stato il tempo di Nietzsche, il tempo di Vivaldi o di Bach, di Mozart. Oggi i più popolari sono Marzullo, Federico Moccia e Melissa P. E c’è la “musica” techno. E per concludere, come dice qualcuno: “Nel 1963 è bastata la potenza di calcolo di due Commodore 64 per mandare con successo una navicella sulla Luna. Nell’anno 2003 è necessario un Pentium 4 a 2 GHz per far girare Windows XP.

Qualcosa dev’essere andato storto…

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Dell sceglie Ubuntu

Maggio 24th, 2007 Max Posted in Linux, Computer & Internet, Home 2 Comments »

Le voci che circolavano da tempo riguardo Dell ed alcuni suoi PC sui quali sarebbe stato installato Linux si sono trasformate in realtà. Un passo importante nel mercato dei computer che vede un grande produttore scegliere per la prima volta la strada alternativa a Microsoft, spezzandone così il monopolio. Dell ha inoltre sciolto un altro dubbio su questa operazione: la versione di Linux da installare sulle macchine. La scelta è ricaduta su Ubuntu Feisty Fawn, il sistema al momento più competitivo ed user-friendly per quanto riguarda il mondo Linux. Con Ubuntu l’utente risentirà meno la differenza tra Windows e Linux, data la semplicità grafica presente in tutte le versioni e i nuovi tool che facilizzano l’utilizzo del sistema operativo, da un gestore di pacchetti grafico ad un update manager ancora più efficiente del Windows Update. Una serie di fattori che hanno portato sicuramente ad una scelta ragionata e che mio parere si è rivelata totalmente azzeccata. Per il momento sono tre i modelli di PC che Dell venderà proponendo soluzioni Linux. Inoltre, l’utente acquistando un PC con Linux preinstallato, risparmierà 50 dollari rispetto ad un PC con installato Windows Vista. Fai clic qui per scoprire i modelli di PC proposti da Dell.

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Voglia di cambiare tema…

Maggio 17th, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Computer & Internet, Home No Comments »

Gente, chiedo aiuto a voi. A dir la verità questo template mi ha stancato e chiedo a tutti voi lettori di darmi un consiglio riguardo la scelta del prossimo template. Non vi darò alcuna indicazione, semplicemente proponete qualche template che conoscete e ritenete abbastanza carino. Poi sceglierò… se piacciono anche a me. Vi chiedo solo un piccolo aiutino. Qualcuno l’ho già trovato ma a dirla tutta ce ne sono così tanti in giro che è davvero difficile trovare la pazienza per vederli tutti. I commenti sono aperti. Quasi dimenticavo… l’unico requisito è che il tema sia per WordPress, il cms che utilizzo. Vi ringrazio anticipatamente.

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Ubuntu Feisty + Acer AL1916W + Xorg + ATI: works!

Maggio 16th, 2007 Max Posted in Linux, Computer & Internet, Home 11 Comments »

Ho deciso di buttare giù queste quattro righe sperando che possano servire a qualcuno che abbia questo monitor e voglia utilizzarlo sotto Linux. Questo monitor lavora al meglio sotto la risoluzione 1440×900 a 75Hz ma non so per quale motivo Xorg mette di default la frequenza a 60 Hz. Il risultato è una visione molto “appannata” del desktop ed il font poco leggibile. Con un pò di pazienza e l’aiuto di Gianni, sono riuscito a configurare al meglio il monitor (cosa che alla fine è molto semplice e non mi è mai capitato prima). Al boot ricevevo il seguente messaggio sul monitor: “Frequenza non supportata“. Dunque ho riconfigurato il file di configurazione di Xorg (se non riuscite ad accedere al sistema perchè proprio non riesce a caricare il server grafico allora accedete in safemode e da terminale digitate il seguente comando):

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Un’idea geniale…

Maggio 7th, 2007 Max Posted in Computer & Internet, Musica, Home 4 Comments »

E’ inutile ripeterlo, il Web 2.0 (inteso come nuove piattaforme che nascono sotto la nuova concezione di Web) può aiutare la musica in tanti modi. Avevo intenzione di partecipare al BarCamp tenendo questa presentazione ma credo che con tutta probabilità questa occasione sfumerà, per vari motivi. Ormai è tardi. Vabè. Dopo YouTube, MySpace, iTunes ed i vecchi Vitaminic eccetera, ecco l’ultima stupefacente novità del web “orientato alla musica”: si tratta di una nuova community, Sellaband. Per una band sta diventando sempre più facile fare strada (questo chiaramente può avvenire solo se c’è “sostanza”, qualità). Con una buona musica e delle buone idee non c’è più bisogno di aspettare una casa discografica disposta a produrre un disco. Ora, il disco, te lo producono gli utenti. Ebbene sì. Sellaband funziona così: innanzitutto un’artista si iscrive alla community, pubblica le sue demo ed aspetta che gli utenti si accorgano di lui e ascoltino i suoi brani. Tra gli utenti potrebbero esserci i finanziatori, chiamati “believers”, coloro che credono nella band e decidono di investirci su. L’investimento è di minimo 10 dollari. Con cinquemila “believers” una band ha la possibilità di pagarsi le spese di registrazione e produzione del disco. Dopo aver registrato il disco, verrà spedito agli investitori e le tracce pubblicate in rete, gratuitamente. La musica verrà venduta solo per eventuali pubblicità, sigle o colonne sonore. Cosa guadagna l’investitore? E’ questo il punto “caldo” dell’idea. I proventi della vendita della musica per gli scopi di cui sopra od eventuali vendite dei cd durante i concerti dell’artista verranno divisi equamente tra l’artista, Sellaband e l’investitore. Un investimento, dunque, che potrebbe avere non pochi ritorni.

Addio major, quindi. Basta pressioni. E credo sia anche più soddisfacente essere prodotti dalla gente. Significa conquistare popolarità e consensi e ricevere enormi soddisfazioni. Mentre i grandi del mercato musicale continuano con i DRM, cosiddetti “lucchetti digitali”, fa sempre piacere che in giro ci sia qualcuno pronto a “rompere” i lucchetti della musica e cercare di spianare la strada ai gruppi emergenti. E fa piacere che questi siano gli utenti stessi, che si scrollano di dosso l’etichetta di “pirati” se scaricano un cd. Sellaband è la democrazia musicale. Non è un’utopia: già in quattro sono riusciti a guadagnare i consensi del pubblico e a produrre la propria musica con il supporto finanziato dei “believers”. Si è aperta una nuova porta che può portare ad una realtà molto interessante.

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