Disinformazione gratuita

Ottobre 20th, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 3 Comments »

Non mi stupisco più se i giornalisti non fanno informazione. Non mi stupisco più se la televisione propina merda. Non mi stupisco più se i giornali parlano “d’altro”. Non mi stupisco più di niente, vi direte. Invece no. Ieri sera stavo addormentandomi, quando ho acceso la tv ed era appena cominciato uno di quei programmi che si dicono di “approfondimento”, di informazione. Trattasi di Matrix. Ovviamente questa specie di programmi non ha mai prodotto informazione e dubito che un giorno possa farlo, anche se sarebbe bello. Alzo il volume ed ecco il conduttore Enrico Mentana, con il classico tono alla Mentana, serio e convinto comincia a presentare: “Ed oggi non ci occuperemo, come stanno facendo altri - chiaro riferimento a Bruno Vespa, che quattro canali più indietro non sta facendo il suo lavoro - degli sviluppi di Cogne, perchè se n’è già ampiamente dato spazio”. Finalmente, penso. Forse oggi dice qualcosa di utile. Che ne so… parla dell’ultimo tentativo di censura globale? O forse di cosa stanno facendo alla giustizia e a De Magistris? Spero. Ed alzo il volume. “Andremo invece a parlare di una realtà che ci è molto vicina, di un Paese che ci è molto vicino”. Il tono comincia a farsi un pò più drammatico. Quasi mi eccito. Parlerà forse di cosa hanno fatto ad un giovane studente della Florida mentre rivolgeva domande “scomode” a John Kerry? “Stiamo parlando, come avrete capito, della Francia e delle vicende dei coniugi Sarkozy. E’ stata ufficializzata infatti oggi la separazione […]”. Porca pu…. La Florida non è un Paese vicino. Un giornalista già censurato non può parlare del governo che censura. Un giornalista dipendente di uno che la giustizia non sa neanche cos’è… non può parlare di giustizia. E questa televisione, non può fare informazione. Le illusioni in pochi istanti vengon giù come birilli. E’ di questo che mi stupisco. Di come riescano a recitare davanti alla telecamera. Del fatto che non pensano che le informazioni deviate le stanno dando a cittadini come loro. Di come facciano a far parte di questo sistema logorato e fasullo senza alzare un dito. Senza far scatenare una rivoluzione. Di come possano recitare la parte di giornalisti sapendo di truccare le notizie, di parlar d’altro, di negare il diritto all’informazione! E mi stupisco anche del fatto che tutto tace (anche se so che forse finalmente si comincia a smuovere qualcosa), e mi chiedo come cavolo fanno i disinformati (coloro che non hanno accesso ad altre fonti di informazione) ad abboccare a tutto questo schifo. Licenziamoli.

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La tassa preventiva

Luglio 25th, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 4 Comments »

La differenza sostanziale tra un rapinatore di banche e lo Stato è che il primo finisce in carcere, il secondo legalizza il furto. La cosa bella del nostro Paese è che per essere disinformati si paga. Per legge. Al potente di turno non serve corrompere il giornalista per manipolare l’informazione. La paghiamo noi, l’informazione geneticamente modificata. La tassa preventiva di cui sto parlando si chiama “canone televisivo”, introdotta da una legge di circa settant’anni fa (21 febbraio 1938). Magari settant’anni fa ci stava pure bene, quando c’era il fascismo e l’informazione doveva necessariamente essere sotto controllo. E nessuno poteva protestare. Ma oggi, nel 2007, non è accettabile. Non è accettabile che, l’emittente televisiva che trae beneficio, ovvero la RAI, oltre agli introiti provenienti dalle tasse dei cittadini possa usufruire anche delle pubblicità, mettendosi in chiara posizione di dominio sulle altre emittenti televisive che non prendono soldi dai cittadini. “Non guardare la tv”, direbbe un disfattista. O magari un cittadino immerso nella sua passività e nella sua insaziabile voglia di tener la schiena piegata. Chi si ferma alla “facciata”, può dedurre che gettando via il televisore non avrebbe più alcun tipo di problema con il canone. Ma si sbaglia, e anche di grosso. Con una sentenza della Cassazione, “è stato ricostruito il canone radiotelevisivo alla stregua di un’imposta e non di una tassa e, quindi, di prestazione dovuta non in funzione della fruizione di un particolare servizio, bensì in funzione della semplice detenzione di un qualunque apparecchio astrattamente idoneo a captare l’emittenza radio televisiva“. Astrattamente idoneo. Ora, cosa significa astrattamente idoneo? Significa che un qualsiasi apparecchio, anche una scatola di cartone, potrebbe essere modificata artiginalmente per poter ricevere un segnale radiotelevisivo. Quindi, preventivamente, l’imposta va pagata. Come dire, castriamoci tutti per prevenire le violenze sessuali. Tutti in prigione perchè un domani potremmo diventare assassini. Tutti allora, dovrebbero pagare il canone RAI. Anche se hai un cellulare, un computer, un videoregistratore. E magari non sai neanche cosa sia la RAI.

Io non ci sto. Io non voglio pagare Bruno Vespa e l’Isola dei Famosi. Siamo nell’era delle pay tv (anzi l’abbiamo sorpassata!). Che la RAI se la paghi chi vuole vederla, che diventi una pay tv!. Non può esistere una tassa sul possesso di un televisore. Io sul mio schermo gigante voglio vederci i dvd e quel cazzo che mi pare senza dover essere derubato dallo Stato! Ora basta con i furti legalizzati. Il concetto di tassa preventiva è inaccettabile! E non dimentichiamo che in questa materia vige ancora una legge che ha quasi un secolo, un Regio Decreto (in uno stato democratico)!

Anche se servirà a poco, è almeno qualcosa di concreto: firmate la petizione dell’ADUC contro il canone televisivo a questo indirizzo.

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Pillole di maschilismo: donne e computer

Luglio 11th, 2007 Max Posted in Personale, Pensieri, Sfoghi, Varie, Computer & Internet, Home 5 Comments »

Questo post è dedicato a tutti coloro che si imbattono in uno dei capitoli più difficili della nostra esistenza: riuscire creare un rapporto di convivenza tranquillo tra una donna e un computer. E’ raro infatti che queste due creature riescano a non avere problemi fra loro. A tal scopo vorrei scrivere un piccolo “codice di convivenza” tra la donna e il computer:

Donna,

  • Il computer non è una bomba e non esplode se compaiono messaggi di errore di Windows. Non emettere ultrasuoni e risparmia le tue corde vocali se qualcosa non funziona;
  • Quando spolveri, cerca di non urtare il case con la scopa fino a farlo rompere del tutto. Il computer ha un animo e soffre quanto un uomo (sposato magari);
  • Le icone NON sono i programmi. Se ti chiedo di inviarmi un programma, non inviarmi l’icona.
  • I virus informatici non si trasmettono dal computer all’uomo: quando il computer ha un virus faresti bene ad usare un antivirus invece che tenere il computer spento per paura di essere contagiata!
  • Non utilizzare il servizio Live Spaces di MSN, o meglio, se proprio vuoi utilizzarlo non riempire il “blog” di quei pupazzi a forma di topo odiosissimi e di stelle che cadono e non usare caratteri filo-cinesi e non mi chiedere di leggerlo perchè non si capisce un cazzoo!!
  • Non è necessario inviare dieci volte al giorno quelle stupide catene per e-mail, se c’è scritto che se non la invii a 20 persone non sarai bella per il resto della tua vita ed hai solo 2 contatti a cui inviarla, dovresti cominciare a chiederti perchè sia arrivata proprio a te quella mail (magari uno specchio? - questa è cattiva!);
  • Per installare un programma non bisogna chiamare il 187 o portare il pc in assistenza. Leggere, leggere. Per una volta non si tratta di gossip, fai uno sforzo!
  • Se condividi il computer con qualcuno, evita di mettere sfondi di Costantino ed affini o almeno non ti lamentare se dopo trovi la tastiera sporca di vomito!
  • Il computer non è un cellulare! Quando scrivi qualcosa non utilizzare necessariamente nn cmq x k tvb dp ecc ecc;
  • Linux non è un virus! Se all’avvio compare un bootloader che ti chiede di scegliere tra Linux e Windows non urlare aiuto! Semplicemente scegli la strada sbagliata, come al solito, premendo ‘Invio’ su Windows!
  • Infine, controlla bene il tuo computer prima di creare episodi del genere! :-D

Lettrici del blog, non demoralizzatevi ne’ incazzatevi… scherzavo! Ma non troppo! Piena solidarietà a Roberto! Ahahah!

P.S. Quasi dimenticavo, se avete altre cose da aggiungere in questo fantomatico codice, fatevi pure sotto! I commenti sono aperti, come al solito :-)

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Il pranzo è servito (da noi)

Luglio 6th, 2007 Max Posted in Dal web, Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 5 Comments »

Non per essere ripetitivo, ma quando una cosa fa schifo, fa schifo e basta. E bisogna riportarla a tutti i costi anche iterativamente fino a far incazzare per bene tutti. Ho già parlato dei privilegi parlamentari e delle strane voglie di gelato che vengono ad alcuni politici. Ed oggi si parla del pranzo. E quando a parlarne è proprio Tgcom, legata a Mediaset e quindi allo psiconano, vuol dire che è un qualcosa di veramente inaudito. Riporto di seguito l’intero articolo pubblicato su Tgcom:

Camera, il pranzo è “quasi” gratis

Lo Stato copre il 90% delle spese

Il caso è finito sul tavolo dell’Ufficio di presidenza dove un accigliato Bertinotti ha preso atto dell’ennesimo spreco in bilancio. Non solo la spesa per la ristorazione interna a Montecitorio è di 5 milioni e 232 mila euro all’anno, ma, fatte le debite proporzioni e ripartendo la cifra per il numero dei deputati, si scopre che il pranzo che al singolo deputato costa 9 euro allo Stato costa 90 euro, ben dieci volte di più.

Come riporta il quotidiano “La Repubblica” il calcolo, un po’ grossolano ma significativo, è stato esaminato dai deputati questori e ha fatto capire che è giunto il tempo di porre rimedio allo spreco. La soluzione individuata non è esente, però, da una certa solidarietà cameratesca, dato che consiste nell’affidamento all’esterno di parte dei servizi di ristoro e nel trasferimento dell’attuale staff di cuochi e camerieri ad altri incarichi. Le tasche dei deputati non si toccano.

Veniamo al menù del giorno, courtesy del contribuente: I cavatelli al salmone fresco e zucchine serviti ieri costavano 3,60 euro; gli gnocchi di patate al pomodoroe basilico, 3 euro: pesce pescato, 4,20 euro e infine una ghiotta scelta di dolci, 1,80 euro. Per il momento e per una fase sperimentale di diciotto mesi, i questori hanno deciso di affidare il servizio alla stessa società che finora ha gestito la mensa dei dipendenti, ma, particolare non trascurabile, se i deputati non dovessero gradire cotture e menù, si tornerà all’antico.

Io non ho più parole da spendere su questo continuo sciacallaggio. Mi viene solo in mente una cosa, una frase che il Grillo ripete spesso. ANDATE TUTTI AFFFANCULOO!

Colgo l’occasione per segnalarvi il V-Day che lo stesso Grillo sta organizzando. Buon appetito a tutti.

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Quel filo invisibile tra sacro e profano

Luglio 4th, 2007 Max Posted in Matera e Materani, Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 6 Comments »

Tante sono le parole spese dopo la festa patronale della nostra città, Matera, che ancora una volta è stata disonorata dai suoi stessi cittadini. Tanti i veleni, gli insulti, la rabbia e la solita “caccia al colpevole”, che terminerà, come quelle degli anni precedenti, con il nulla di fatto o con una stretta di mano e “A mogghj a mogghj a quonn c’ van!” - sempre meglio per l’avvenire -. In pochi riconoscono effettivamente il filo invisibile che c’è tra il sacro e il profano in questa festa che da sempre dovrebbe essere di carattere profondamente religioso, un momento di culto e devozione per chi ha fede. In pochissimi minuti invece, tutta la sacralità si scioglie come ghiaccio al sole e quel carro trionfale dove poco prima “alloggiava” la sacra statua viene assaltato e si riempie di frustrazione, nervosismo, calci e pugni che volano ed insulti che vanno anche oltre il profano. E’ come se per tutta la giornata il carro fosse stato circondato da demoni che hanno accumulato rabbia nel vedere l’eccessivo simbolismo religioso del carro trionfale e alla fine riescono a distruggerlo, riuscendo a soddisfare anche il loro ineffabile bisogno di violenza. Ecco cos’è, il filo invisibile. E poi la folla, gli insulti, gli “orrori”, ancora la violenza, la polizia, la tensione. Sono questi ingredienti della festa? Sarebbe tutto regolare se si trattasse di una protesta, di una rivoluzione. Ma non di una festa. E continuiamo a riempirci la bocca davanti ai turisti con “Matera 2 Luglio”, “Maria Ss. della Bruna”, eccetera eccetera. Probabilmente si da’ un’immagine diversa ed il turista, in una calda sera d’estate, si ritrova nel bel mezzo di una guerriglia urbana credendo di essere in una festa. Festa religiosa. Non si tratta di quegli spettacoli spagnoli con persone che sfidano tori. Bensì di una festa di carattere religioso. Non so dare la colpa “a questo” o “a quello”, come molti stanno facendo in questi giorni. Non sono un poliziotto ne’ un giudice ed oltre ad esprimere il mio sdegno non mi va’ di giudicare nessuno, anche perchè guardando le immagini potremmo farlo tutti.

Ma mi va’ di ammettere che questa festa ha perso tutto il suo significato negli ultimi anni, ed è una cosa innegabile. E sarebbe bello ridarglielo quel significato e ridare a Matera un pò di giorni di festa, quella vera però. Quell’atmosfera rilassata, perchè è di questo che ha bisogno una festa. Non di tensioni inutili e violenza. Quelle le possiamo vedere ogni giorno, basta accendere la tv o leggere i giornali. Dunque andrebbe a mio parere ridisegnata la manifestazione, senza cercare necessariamente colpevoli ed ostinarsi ad auspicare una miglior riuscita della prossima edizione. E’ anche vero che queste sono solo idee, in 618 (seicentodiciotto) anni non credo sia riuscito qualcuno a cambiare le cose, ma i tempi cambiano e credo sia giusto cambiare anche le usanze (senza estremismi e cambiamenti radicali). La festa dev’essere vissuta dai religiosi e dai laici. Con tutta sincerità eliminerei per qualche anno l’elemento più artistico della festa, cioè il carro trionfale. I credenti devono smetterla con questa fame di simboli. E se proprio sono devoti a qualcuno, che partecipassero ad una processione in cui vi sono tutte le statue dell’occasione, i preti e tutto il resto. Portate la Madonna in processione con la solita sfilata dei cavalli, stop. Andate in Chiesa, pregate ed adorate il vostro e nostro patrono. Nei giorni precedenti o sucessivi al giorno della festa patronale tutti possono godersi un clima “festoso”, con le giostre, spettacoli di ogni genere, attrazioni per le famiglie e quell’aria amichevole e cordiale che tanto manca a questa giornata “vuota”. Che siano giorni di “festa e cultura”, “festa e divertimento”, eccetera eccetera. Eventi che riescano ad interessare tutti i materani. Spendere meglio il budget assegnato per i festeggiamenti. Questi potrebbero essere possibili ingredienti per validare la parola “festa”, ma potremmo aggiungerne tanti altri. Che si cominci a lavorare allora per dare davvero una festa a questa città.

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Copyright: libertà cercasi

Luglio 2nd, 2007 Max Posted in Varie, Computer & Internet, Home 2 Comments »

L’asfissiante legge sui diritti d’autore continua a portare danni e questa volta ci fa rimediare una brutta figura anche a livello internazionale. Punto Informatico riporta una notizia dal titolo “Wikipedia cede al diritto d’autore italiota“. L’enciclopedia online infatti, sarà costretta a rimuovere tutto il materiale fotografico che mostri opere di architettura moderna e contemporanea italiana. In Italia come in altre nazioni dell’Europa non è previsto il fair use invece in vigore negli States (che come tutte le cose ha dei lati negativi e dei lati positivi - in maggioranza -). Vi riporto alcune parti dell’articolo comparso su Punto Informatico.

Se ancora li avesse, probabilmente anche Fuksas si metterebbe le mani nei capelli. Secondo quanto deciso da amministratori ed utenti di Wikimedia Commons e della Wikipedia italiana, infatti, le fotografie delle sue opere - assieme a quelle di un nutrito numero di colleghi - vanno eliminate dalla nota enciclopedia telematica a causa del diritto d’autore. L’intera architettura contemporanea e moderna italiana, perciò, rischia di non poter essere raffigurata nella più grande enciclopedia del mondo, col pesante danno per i beni culturali italiani che questo comporta. […] Questo perché la legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto panorama freedom (libertà di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore. […] La prossima volta che fotografiamo la Stazione Centrale di Milano in una calda sera estiva, quindi, oltre a dover fare attenzione a non essere rapinati, sarà meglio verificare che non ci siano nelle vicinanze funzionari della SIAE. Anche le opere dell’architettura (come quelle della pittura, del disegno, della fonografia…), infatti, sono protette dalla legge sul diritto d’autore (Artt. 2 e 13). Di conseguenza, solo gli autori originali avrebbero il diritto esclusivo di riprodurle, in qualsiasi forma: inclusa quella fotografica. La violazione vera e propria (l’uso per scopo personale è consentito), nasce nel momento in cui la fotografia viene caricata su un sito ad accesso pubblico e dotata di una licenza libera, diventando potenzialmente riproducibile anche con fini commerciali. Questa è esattamente la filosofia Wikipedia. […] Così, mentre la stessa Germania finanzia lo sviluppo di Wikipedia, l’Italia la diffida dall’uso di fotografie di quadri presenti nei propri musei e si trova senza le immagini di tutte le opere architettoniche moderne presenti nel proprio territorio. In attesa di trovare il classico cavillo legale che risolva la situazione, fra mandolini, pizza e maccheroni.

Continuiamo a darci la zappa sui piedi. L’articolo dice già tutto e sinceramente non ho proprio voglia di commentare e di metterci del mio. Abbiamo un altro argomento su cui discutere.

 

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Quanto mi costa la patente

Giugno 28th, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 7 Comments »

Oggi mi va’ di parlare di una questione che sto affrontando in questi giorni: la patente di guida. Supponiamo che un giorno uno sfigato compia la maggiore età in Italia e gli venga in mente la cattiva idea di prendere la patente. Supponiamo che, informatosi dei costi, scelga di fare l’esame da privatista, ovvero sostenere l’esame teorico da autodidatta. Ecco la lista delle cose da fare con dei commenti personali in termini di tempo e dei commenti oggettivi in termini di costi.

PRENDERE LA PATENTE IN ITALIA

  1. Recarsi presso gli uffici della Motorizzazione e procurarsi i bollettini dei 3 versamenti da effettuare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli uffici della Motorizzazione sono aperti dal lunedì al venerdì mattina dalle 8,30 alle 12,00 ed il martedì e giovedì pomeriggio dalle 15,15 alle 18,00. Preparatevi ad estenuanti file e al solito “avere a che fare con il dinosauro di turno allo sportello”. Stress fisico ed emotivo +1. Costo in benzina varia a seconda della distanza del vostro domicilio dalla motorizzazione.
  2. Recarsi ora presso l’ufficio postale più vicino per effettuare i versamenti. Anche qui, file estenuanti ed il solito “avere a che fare con il dinosauro di turno allo sportello”. Litigare con il solito vecchietto che ti accusa di averlo superato nella fila e ti minaccia di prenderti a bastonate se non vai dietro di lui subito (sto esagerando). Stress fisico ed emotivo +1. Costo: per i versamenti vanno via € 49,34 - la benzina calcolatela voi.
  3. Fototessere: fare a pugni con quella specie di gabbiotti dove ti siedi e fai il sorrisone (non conosco il termine tecnico) che la maggior parte delle volte ti frega i soldi e non sai a chi rivolgerti. Ancora un punto per lo stress emotivo. Costo: € 3,00.
  4. Acquistare una marca da bollo. Costo € 14,62- la più difficile da trovare, munitevi di pazienza ed aggiungete ancora un punto allo stress emotivo. Vi delego ancora i calcoli per la benzina.
  5. Recarsi presso le ASL e richiedere il bollettino per il versamento da effettuare (non so a cosa serva quest’altro versamento francamente, ma comincio a pensare che preferisco andare a piedi).
  6. Recarsi nuovamente presso l’ufficio postale. Ancora punti per lo stress fisico ed emotivo. Costo versamento: € 18,00.
  7. Tornare alle ASL con la ricevuta del versamento e mettersi in coda per la visita medica. Un’ora di fila per un minuto di visita. A questo punto parlerei di shock emotivo e non di stress. Continuate a calcolare il costo in benzina (considerando che le ASL nella mia città si trovano nell’estrema periferia).
  8. Bene, ci siamo… quasi! Ora possiamo tornare agli uffici della motorizzazione e richiedere il foglio rosa. Consegnamo la documentazione ed il foglio rosa ci arriverà (se tutto va bene) in circa 7 giorni. L’esame teorico potremo farlo esattamente 1 mese e 1 giorno dopo aver ricevuto il foglio rosa. Fantastico.
  9. Esame di teoria superato? Niente euforia, non avete mica finito! Ora vi basterà spendere € 15,00 per ogni guida presso la scuola guida. Il minimo consentito è n. 5 guide. Totale: € 65,00.

TEMPO TOTALE: da 2 a 3 mesi (quando va bene) COSTO TOTALE: € 160 circa (benzina ed eventuali cure per lo stress escluse)

Se invece decidete di fare un corso presso la scuola guida per essere preparati all’esame teorico, aggiungete € 160 alla spesa.

A questo punto mi sono detto: bah, vabbè. Non sarà la solita burocrazia italiana. Per esempio in America… no! Mi sbagliavo. In America è più o meno così:

PRENDERE LA PATENTE IN AMERICA [tratto da questo blog]

  1. Per lo scritto, basta presentarsi negli uffici della segreteria di stato, aperti tutti i giorni da lunedi’ a venerdi dalle 9:00 alle 17:00 e dire che si vuole prendere la patente.
  2. Dopo avere mostrato un documento di riconoscimento, l’impiegata chiede di appoggiare il mento su una macchina posta sul bancone e leggere la prima riga. L’esame della vista e’ superato (niente certificati dell’oculista, ecc…). Poi l’impiegata stampa le 40 domande (piu’ una decina di domande sui segnali stradali) che costituiscono la prova scritta e ti fa accomodare su dei tavolini. Quando hai risposto, ritorni dall’impiegata che immediatamente le corregge. A questo punto ti viene rilasciato il TIP (temporary instruction permit), equivalente al foglio rosa, con cui puoi guidare accompagnato da un patentato. COSTO ZERO. TEMPO: 40-50 MINUTI.
  3. La prova su strada e’ affidata a societa’ private (leggi “a pagamento”), le classiche scuola guida”. Contatti una di queste societa’ e chiedi un appuntamento per il “road test” con la massima disponibilita’ da parte loro per quanto riguarda giorni ed orari. Io ho fatto tutto on line: lunedi’ sera ho prenotato per il mercoledi’ mattina alle 8:00 ed pagato con carta di credito. Il tutto mentre ero comodamente seduto sul divano di casa…che spettacolo!!!
  4. La prova su strada avviene in due tempi: prima (non in strada) parcheggio ed altre manovre in retromarcia, per testare capacita’ di manovra (10 minuti). Poi 35 minuti di guida vera e propria, compreso tratto in autostrada. Se rispetti i limiti, non metti sotto nessuno, non imbocchi strade nel senso sbagliato, tutto va liscio.
  5. Alla fine l’esaminatore ti rilascia il certificato di esame superato. TEMPO: 45 MINUTI COSTO: $ 75 ($ 50 per la scuola guida ed $ 25 per il certificato in sè).

COSTO: $ 75 (EQUIVALENTE DI € 62,50) TEMPO TOTALE: 2 GIORNI MINIMO.

Avrò speso già tutto per la patente e non potrò comprarmi un auto. Datemi un biglietto e io partirò!

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BlogCamp, gioventù attiva

Giugno 17th, 2007 Max Posted in Varie, Home 8 Comments »

Quando qualcuno mi propose di scrivere per un “giornalino” distribuito nelle scuole con diverse edizioni provinciali, credevo si trattasse della solita fanzine studentesca. Accettai lo stesso, principalmente per la voglia di scrivere qualcosa o probabilmente per fare un’altra esperienza. Non sapevo però quanto fosse grande il progetto a cui avevo aderito.

Il BlogCamp (14-16 Giugno) a cui ho preso parte a Rimini non è un BarCamp (come il nome potrebbe lasciare immaginare), ma un “campus” tenuto dalla redazione nazionale di BlogMag, giornale (e non giornalino) studentesco distribuito in 29 province (ognuna delle quali ha la sua edizione). Il fulcro del progetto è Marco Mazzoni, un giovane veramente capace supportato da altrettanti ragazzi tutti capaci e con voglia di fare. Uno staff simbolo di una gioventù attiva. Una tre giorni fantastica quella di Rimini, in cui si è parlato di tante (ma mai troppe) cose. Focus group, brain storming, idee, confronto, risate e interessamento generale. Il progetto è giovane ma già ha raggiunto dei traguardi impressionanti. BlogMag, infatti, stampa più copie de L’Espresso (circa 500.000). Il primo giorno è stato dedicato in parte alla presentazione dei vari argomenti del campus, poi con la vera e propria partecipazione attiva di tutti i redattori che, chi più e chi meno, ha dato il suo contributo fondamentale per la meglio riuscita del progetto. Esternati anche i principali obiettivi dello staff, tra i quali quello di creare una redazione per ogni provincia (redazione intesa come luogo fisico, come ufficio) e quella di riuscire a “stipendiare”, seppur in maniera simbolica, i redattori. Tanti progetti ancora in cantiere, tanta ambizione e voglia di crescere, nonostante una delle frasi pronunciata da Mazzoni (e presente anche sul sito ufficiale della rivista) “BLOG nasce dal basso e in basso vuole restare“. Lo spirito dei ragazzi di Blog, l’accoglienza riservata a tutti i partecipanti e la genuinità nel socializzare con tutti è stata la ciliegina sulla torta di questi tre indimenticabili giorni. E’ stato tutto bello, dagli incontri allo svacco in spiaggia ai giri notturni e agli scherzi in albergo. Non ho mai partecipato ad un evento organizzato così accuratamente da dei giovani, dei ragazzi un paio d’anni più grandi di me. Che credono nel loro progetto, lo fanno con la passione e con lo spirito di un gruppo di amici ma con la serietà che serve per rendere tutto più professionale ed efficiente. La perfezione nella scansione oraria della giornata con spazi di tempo libero, la mentalità “aperta” di chi vive nelle grandi città, la facilità nel rapportarsi con la gente e di farla sentire al proprio agio. I ragazzi di Blog “meritano”.

Al BlogCamp sono venuto a contatto con tante realtà interessanti, con tanta gente capace, simpatica ed attiva. E questa esperienza l’ho portata a casa e ci penserò molto. Continuerò a dare il mio supporto al progetto, che mi ha impressionato positivamente. Per il resto, ci si vede a ottobre a Bologna (e magari con qualcuno ci si vede anche prima… magari al Pistoia Blues!)

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Siamo alla frutta? Ma non è vero…

Giugno 8th, 2007 Max Posted in Pensieri, Sfoghi, Varie, Home 6 Comments »

Ultimamente il mio blog sta prendendo una piega molto “politica”, ma sono tante le cose che non sopporto di questa nazione e di questa città e scrivendole… mi sfogo!

C’è chi dice che la nostra situazione politica è quasi ridicola. Chi invece in altri termini dice: “Siamo alla frutta”. Non è vero. Smettetela di dire che siamo alla frutta perchè non è così. Da oggi alcuni senatori hanno capito che questa nazione è in ritardo su molte cose e quindi anche sul menu. Per questo un gruppo di parlamentari ha protestato ed ha fatto sentire la sua voce: Vogliamo il gelato! E già, dopo la frutta… il dolce. Basta, siamo troppo arretrati. Non possiamo fermarci mica alla frutta. Hanno capito che devono finire il menu, devono mangiarsi proprio tutto. La lettera inviata ai questori di Palazzo Madama è chiara. La qualità della vita in Senato non è delle migliori, bisogna adeguarla “alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone”. Cavolo, speriamo che a questo punto qualcuno capisca quanto è difficile lavorare in certe condizioni. Mi chiedete quali sono queste condizioni? Ok, ve ne elenco un pò. Ecco cos’ha in più un parlamentare rispetto ad un cittadino normale:

  • rimborso spese accessorie di viaggio;
  • rimborso bollette telefoniche;
  • telefono cellulare gratis;
  • rimborso spese fax;
  • ingresso al cinema gratuito;
  • ingresso al teatro gratuito;
  • ingresso agli stadi (tribuna d’onore) gratuito;
  • abbonamenti autobus e metropolitana gratis;
  • viaggi in aereo/treno/ gratuiti e rigorosamente in prima classe;
  • rimborso spese taxi;
  • aereo di stato e auto blu gratis;
  • piscina e palestre gratis;
  • corsi di lingua straniera gratis;
  • rimborso spese mediche e assistenza medica 24/24
  • pranzi e cene gratis;
  • parrucchiere interno della Camera (gratis);
  • super agevolazioni su mutui e rimborso su eventuale auto Fiat del 12%;

E Buttiglione vuole il gelato. Non ci posso credere. Siamo nella merda, porca miseria. Lo sappiamo tutti in che mare di merda stiamo, quanti fottuti problemi ci affliggono. E questi emeriti cog***ni vogliono il gelato! Ma andate a casa! Vergognatevi! Mi incazzo perchè non muoviamo un dito. Dovremmo marciare su Roma e andarli a prendere per il colletto e pestarli in gruppo. Ma non si può continuare a tacere su tutto. Facciamoci sentire con i blog, con le email. Con tutto. Devono smetterla di prenderci per il culo. Ma non è tutto, purtroppo. Leggo che alcune aule del Palazzo sono state concesse per l’organizzazione di corsi per somelier dei parlamentari. I somelier? Ma che ca…. ma no, ma dai! Ma chi andiamo a votare? Dei rappresentanti del popolo o dei concorrenti per un premio di cinque anni di vacanza? Corsi per somelier, sauna, sale cyclette. Stiamo messi male. Entri a Montecitorio e non capisci se sei in una beauty farm, in un ristorante, in un carcere (di condannati ce ne sono - e anche parecchi), in un grande centro sportivo o nel centro del potere. Ma una cosa è certa: da oggi non potremo più dire che siamo alla frutta!

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Scuole italiane arretrate? Ecco la soluzione

Giugno 5th, 2007 Max Posted in Varie, Home 6 Comments »

Mi stavo quasi gettando nel panico qualche mese fa, avevo perso le speranze nell’effettiva utilità della scuola e più volte avevo espresso preoccupazione riguardo l’arretratezza e la mediocrità delle scuole italiane. Non avevo messo in conto però che per fortuna in questo Paese abbiamo una classe politica veramente capace, sempre in grado di appoggiare idee innovative. Soprattutto quando si parla di cultura poi, son tutti sapienti e ognuno di loro sa’ qual’è il meglio per i giovani allievi. E così oggi sui tavoli del ministero della Pubblica Istruzione campeggia una iniziativa veramente innovativa, basti pensare che è stata ideata nel 1989. Proprio quello che ci voleva per rilanciare la scuola. Una bella iniziativa di 18 anni fa che propone niente di meno che l’introduzione della Bibbia come libro di testo nelle scuole, pari a testi come la “Divina Commedia” o i “Promessi Sposi”, già da generazioni residenti sui banchi scolastici. E loro, i nostri rappresentanti in Parlamento, tutti compiaciuti, cominciano la corsa alle interviste per manifestare l’appoggio completo a questa iniziativa, tanto da vantarla e quasi convinti che eserciteranno un parere positivo su tutta la popolazione. “Questa è cultura”, il coro unanime di chi la cultura la possiede realmente. Soprattutto se a parlare di cultura è qualcuno come Daniela Santanchè, la stessa che un annetto fa, ghignando, alzava il dito medio a un gruppo di studenti manifestanti (ma poi, protestando, proclamava la sua innocenza “Voglio vedere le foto” - terribile caso di doppia personalità -). Ma niente panico, è solo un caso isolato: poi c’è Paola Binetti che di cultura ne sa veramente una più del diavolo. E soprattutto di innovazione. Lei che porta il cilicio e accusa di insanità mentale gli omosessuali, cadendo in due imperdonabili contraddizioni: porta il cilicio nonostante sia in contraddizione col Vangelo e con il catechismo della Chiesa cattolica, ma continua a ritenersi cattolica anche discriminando gli omosessuali - il buon Gesù non l’avrebbe mai fatto -. E c’è anche un’altra grande donna di cultura che di cognome fa Bertolini, militante di Forza Italia, lei per cultura e informazione è una delle migliori in Italia: fu infatti una delle più accanite sostenitrici della satira pura, non di quella finta e di basso livello come quella di un tale sconosciuto che di cognome fa Benigni. E ancora un tale Lumia, componente della Commissione Antimafia, che di cultura ed etica soprattutto è uno specialista. Convive nella Commissione Antimafia con un condannato mafioso, il noto Cirino Pomicino, senza proabilmente sentire un pò di incoerenza nell’aria. Ma questa è etica e correttezza di alto livello. E poi c’è uno di quelli che la Binetti definisce “insani”, che si fa chiamare Luxuria. Uno di quegli insani che forse servirebbero davvero a questo Paese allora troppo sano. L’unica voce che si è levata a favore di una scuola che deve riemergere, sostenendo che chi vuol fare imparare la Bibbia ai propri figli può mandarli al Catechismo.

Peccato che a sostenere l’iniziativa di Biblia ci siano anche vari nomi della cultura italiana, quella presunta cultura con la C maiuscola. All’appello dei grandi acculturati mancano solamente i concorrenti del Grande Fratello e quel tizio lì che guadagnò fortuna dicendo “tricche e ballacche”. Poi la lista avrebbe assunto quel pò di coerenza che merita. Tutti allo stesso livello, insomma. Ma la cosa non va letta in chiave negativa: la scuola è italiana è in crisi, siamo caduti nel baratro. Ci vuole solo un miracolo per salvarla. Ora capite il perchè c’è bisogno della Bibbia? Mistero della fede. Amen.

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