Considerazioni sul voto
Stamattina mi sono svegliato di buon grado. C’era anche il sole, una bella giornata. Giornata ideale per essere protagonisti di qualcosa, nei propri limiti. Giornata ideale per votare per la prima volta dopo la maggiore età. Ho raggiunto a piedi la mia sezione e il vento e il verde del mio quartiere mi rilassavano ancora di più. Dettagli.
Il voto è una dimostrazione di libertà non indifferente. Il voto è una possibilità di protagonismo da far valere. Leggi-porcata a parte. Il proprio dovere bisogna farlo, bisogna assumersi le proprie responsabilità. Fare i Cittadini, mostrare gli attributi, prendere una posizione. Checchè ne dicano Grillo e i suoi, la propria parte bisogna farla. Il sistema va criticato ma va anche cambiato. Non bisogna criticare ed astrarsi da qualcosa in cui ci siamo dentro giocoforza. Bisogna avere il coraggio di usare i nostri mezzi, la consapevolezza che solo con l’azione possiamo smuovere qualcosa. Non stando a casa o peggio ancora facendo scheda nulla. Questo Paese è in agonia, è un malato che ha bisogno d’ossigeno. Non un terminale a cui staccare la spina. Solo noi possiamo dare ossigeno al nostro Paese, solo noi possiamo scegliere il nostro futuro. E la scelta qui è chiara. Non c’è neanche tanto da riflettere. E il risultato di queste elezioni molto probabilmente sarà deludente e sconvolgente. Ma servirà da lezione a chi è restato a casa, a chi si è anche scomodato per disegnare califfi o scrivere il proprio nome sulla scheda. Non è vero che la classe politica è tutta della stessa pasta. Non è vero che “non mi cambia la vita”. Il prossimo governo deciderà tanto sulle sorti di questo Paese. Sarà probabilmente il medico che può rianimare o uccidere definitivamente il “paziente Italia”. Per le nuove questioni di economia internazionale e per le nostre questioni interne che sono ancora più preoccupanti. Studenti, lavoratori precari e non, pensionati, dovrebbero prendere coscienza del fatto che il non voto è un voto contro se stessi. E un voto a Berlusconi è un non voto.
…e il sole di stamattina e la tessera elettorale in mano e la croce sul simbolo in cui credo. Tutti elementi che non possono che farmi sperare che spunti l’Arcobaleno su questo cielo politico sporco lurido. Andate alle urne. Fate valere il vostro diritto di voto. Tenetevi stretti i vostri diritti finchè li avete. Onorate gli sforzi fatti per avere le vostre tessere elettorali. Amiamo il nostro Paese, riprendiamocelo. Mandiamo al governo una classe politica nuova e capace. Evitiamo il ritorno del male più grande che ha inflitto colpi mortali al paese per cinque anni (2001-2006). Votate e fatelo bene. Votare è il diritto al futuro.
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